La Cultura della “Business Etiquette” in Italia è, purtroppo e ancora, ai primi passi.
In un Paese come il nostro dove il tessuto industriale è composto per il 98% da piccole imprese, vige nei rapporti intra ed extra aziendali una sorta di paternalismo familiare e per un altro verso un riferimento a conoscenze che sostituiscono la vera e propria comunicazione aziendale.
Se vogliamo dirla tutta, in Italia siamo fermi, per mentalità, al detto :”L’abito fa il monaco”, che esprime un culto dell’immagine, del bello, che non trova corrispondenza nei contenuti, spesso fatti di approssimazione e arroganza.
Mi sono trovato, un mese fa con un amica buyer che accompagnavo, a visitare i saloni di una Fiera della Moda italiana, percorrendone i corridoi ed entrando negli stand, ho potuto riscontrare de visu il livello di “Business Etiquette” di diversi manager, pur appartenenti ad importanti gruppi e marchi.
Un direttore vendite ha estratto i suoi biglietti da visita dal taschino, legati insieme da un elastico, per consegnarne uno alquanto sgualcito, alla mia amica, ancora prima di iniziare a tavolare una trattativa. Un altro manager al momento del commiato, invece di salutare per prima la mia amica quale signora, stringeva a me la mano, in modo floscio e sudaticcio.
Infine al ristorante della Fiera al tavolo accanto si accomodavano in due, lui e lei, colleghi di lavoro come si evinceva dai loro discorsi che facevano ad alta voce, incuranti del luogo e della privacy altrui e propria. Entrambi vestiti con sobria eleganza e buon gusto, niente da eccepire. Ma, appena sedutisi, lui si infilava il tovagliolo nel colletto della camicia, timoroso forse di macchiarsi, e non contento, appoggiava i gomiti sul tavolo, fin quasi a circondare la metà del piatto. Lei, iniziava a riguardare lo stato del trucco, con specchietto e cipria. Ecco, sicuramente saranno stati due manager competentissimi nella loro professione ma si ponevano in modo assolutamente privo di qualsiasi stile ed etichetta.
Allora cosa è la “Business Etiquette”? E’ quell’insieme di regole, cerimoniali, usi e costumi, propri della comunicazione aziendale, sia intra che extra azienda.
Non vi possono pertanto essere relazioni aziendali di successo senza il rispetto delle regole della “Business Etiquette”, che possiamo affermare con certezza, ha una valenza economica.
Quindi non può costruirsi organizzazione aziendale che non trovi base nei principi della “Business Etiquette”, i quali se non osservati, comunicheranno un’immagine alterata del manager e di conseguenza dell’azienda che rappresenta.
Il mondo della comunicazione e dei rapporti commerciali poi va sempre più incontro a un fenomeno quale quello della globalizzazione e dell’internazionalizzazione che non è più possibile gestire da “casa”, ma occorre verificare di persona, compito che comporta tra l’altro il problema di sapersi adeguare ad usi e costumi, regole e consuetudini, specifiche dei Paesi con cui si vogliono stabilire relazioni di affari che non siano transeunti ma concrete e continuative.
Non si può dunque prescindere dalla conoscenza precisa e priva di sfasature, delle regole di comportamento proprie dei Paesi che sono oggetto dell’interesse commerciale. Pertanto sarà impossibile ignorare le regole della “Global Etiquette” a partire dalla gestione degli incontri di affari, dalle modalità esatte dei rituali delle presentazioni, dalla conoscenza dei cerimoniali e delle regole da seguire per non essere definiti dei parvenù.
Molte volte basta un banale errore di protocollo, un dettaglio che sfugge, un atteggiamento non consono e tutti gli sforzi già effettuati, di instaurare un rapporto commerciale ottimale, si vanificheranno.